Hai perso il lavoro e vuoi sapere se puoi richiedere la NASpI? La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità mensile riconosciuta dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente la propria occupazione.

La prestazione rappresenta un sostegno economico durante il periodo di disoccupazione e può essere richiesta da chi possiede determinati requisiti contributivi e lavorativi.

In questa guida di Centro Servizi Molise – Patronato INPAS vediamo chi può richiederla, quali sono i requisiti previsti nel 2026, quanto dura, come viene calcolato l’importo e quali sono i termini per presentare la domanda.

Chi può richiedere la NASpI?

La NASpI è destinata principalmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

Possono richiederla, tra gli altri:

  • lavoratori licenziati;
  • lavoratori con contratto a tempo determinato giunto a scadenza;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Sono invece generalmente esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli, per i quali sono previste discipline specifiche.

Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI nel 2026?

Per ottenere la NASpI è necessario soddisfare contemporaneamente i seguenti requisiti:

1. Perdita involontaria del lavoro

Il rapporto di lavoro deve essere cessato per una causa che non dipende da una libera scelta del lavoratore, come il licenziamento o la scadenza di un contratto a termine.

2. Almeno 13 settimane di contributi

È necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Attenzione: dal 2025 è previsto un ulteriore requisito in una particolare situazione.

Se il lavoratore ha lasciato volontariamente un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti la successiva perdita involontaria del lavoro, deve aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione tra la cessazione volontaria e quella involontaria.

Questa regola prevede specifiche eccezioni stabilite dalla legge.

Quando spetta la NASpI in caso di dimissioni?

In linea generale, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI.

Esistono tuttavia alcune eccezioni importanti.

La prestazione può essere riconosciuta, in presenza degli altri requisiti, nei casi di:

  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni durante il periodo tutelato di maternità;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nei casi e secondo le procedure previste dalla legge.

Le dimissioni per giusta causa devono essere supportate da circostanze idonee a giustificare l’interruzione del rapporto di lavoro.

Ogni situazione deve essere valutata attentamente prima di presentare la domanda.

Quanto spetta di NASpI nel 2026?

L’importo della NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi quattro anni.

Il calcolo tiene conto della retribuzione media mensile e delle soglie annualmente aggiornate dall’INPS.

In linea generale:

  • se la retribuzione media non supera la soglia di riferimento stabilita per il 2026, l’indennità è pari al 75% della retribuzione media;
  • se la retribuzione supera tale soglia, si applica anche una quota aggiuntiva secondo le regole previste dalla normativa;
  • l’importo non può comunque superare il massimale mensile stabilito dall’INPS per il 2026.

La NASpI viene progressivamente ridotta del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per chi ha almeno 55 anni al momento della presentazione della domanda, la riduzione decorre dall’ottavo mese.

Per quanto tempo viene pagata la NASpI?

La durata della NASpI dipende dai contributi maturati negli ultimi quattro anni.

In particolare, l’indennità viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione utili presenti nel quadriennio di riferimento.

La durata massima è generalmente di 24 mesi.

Non vengono conteggiati nuovamente i periodi contributivi che hanno già dato luogo al pagamento di precedenti prestazioni di disoccupazione.

Entro quando bisogna presentare la domanda?

La domanda NASpI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

È importante rispettare questa scadenza per non perdere il diritto alla prestazione.

In linea generale:

  • se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto, la NASpI decorre dall’ottavo giorno;
  • se viene presentata successivamente, decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

In alcune situazioni particolari, come malattia, infortunio o maternità, il termine può essere soggetto a specifiche regole.

Cosa succede se trovo un nuovo lavoro mentre percepisco la NASpI?

Durante il periodo di percezione della NASpI è possibile iniziare una nuova attività lavorativa, ma occorre prestare attenzione alle regole di compatibilità.

A seconda del tipo di contratto, della durata e del reddito previsto, la prestazione può:

  • essere sospesa;
  • essere ridotta;
  • continuare a essere erogata;
  • decadere.

In alcuni casi è obbligatorio comunicare all’INPS il nuovo rapporto di lavoro o il reddito presunto attraverso l’apposita procedura NASpi-Com, entro 5 giorni dall’evento.

Anche l’avvio di un’attività autonoma deve essere comunicato all’INPS.

È quindi importante verificare preventivamente la propria situazione per evitare sospensioni, decadenze o richieste di restituzione delle somme percepite.

NASpI anticipata: è possibile ricevere l’importo in un’unica soluzione?

In presenza dei requisiti previsti dalla normativa, il beneficiario può richiedere la liquidazione anticipata della NASpI per avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale o per partecipare a una cooperativa nei casi previsti.

La richiesta deve rispettare termini e condizioni specifiche.

Prima di procedere è opportuno valutare attentamente le conseguenze sulla prestazione e gli obblighi previsti in caso di nuova occupazione.

Quali documenti servono per richiedere la NASpI?

Per presentare correttamente la domanda è utile avere a disposizione:

  • documento di identità e codice fiscale;
  • codice IBAN intestato o cointestato al richiedente;
  • ultima busta paga, se disponibile;
  • lettera di licenziamento o documentazione relativa alla cessazione del rapporto;
  • eventuale documentazione relativa a precedenti dimissioni o rapporti di lavoro;
  • permesso di soggiorno, se necessario.

Ulteriore documentazione può essere richiesta in base alla situazione lavorativa e contributiva.

Hai perso il lavoro? Ti aiutiamo a richiedere la NASpI!

Presentare correttamente la domanda è importante per evitare errori, ritardi o la perdita del diritto alla prestazione.

Il Patronato INPAS di Centro Servizi Molise offre assistenza per:

  • verifica dei requisiti per accedere alla NASpI;
  • controllo della posizione contributiva;
  • presentazione telematica della domanda;
  • verifica dello stato della pratica;
  • assistenza per le comunicazioni successive all’INPS.

Non aspettare: se hai perso il lavoro, verifica subito se hai diritto alla NASpI!

Contatta una delle nostre sedi di Centro Servizi Molise e richiedi assistenza.

Le informazioni riportate sono aggiornate al quadro normativo 2026 e hanno carattere generale. Il diritto alla prestazione, la durata e l’importo effettivo devono essere verificati sulla base della posizione lavorativa e contributiva del singolo richiedente.